Sussidi di Avvento 2025
I tempi di Avvento e Natale li potremo vivere accompagnati da questo strumento ormai familiare per pastori e comunità delle nostre Chiese. Ringrazio gli Uffici e Servizi della Segreteria Generale per i vari contributi che ci aiuteranno a celebrare e accogliere «Colui che è, che era e che viene» (Ap 1,8).
Le nostre comunità si apprestano a iniziare un nuovo Anno liturgico, durante il quale la Chiesa, ricordando i misteri della redenzione, «apre ai fedeli le ricchezze delle azioni salvifiche e dei meriti del suo Signore, le rende come presenti a tutti i tempi e permette ai fedeli di venirne a contatto e di essere ripieni della grazia della salvezza» (Sacrosanctum Concilium, n. 102). La memoria degli eventi che riguardano il Cristo, morto e risorto, ha inizio con l’Avvento, nel quale la liturgia ci educa a riscoprire l’attesa, vivere la speranza e coltivare l’esultanza per la venuta di Cristo nella storia e per il suo ritorno nella Parusia: nel primo Avvento Egli ha portato a compimento le antiche promesse e salvato ciò che era perduto, in quello finale ci prenderà con sé e ci chiamerà a possedere il regno promesso. Le quattro settimane di Avvento ci incoraggiano anche a riconoscere la misteriosa presenza del Signore che squarcia i cieli per visitare il nostro presente e colmarlo del chiarore della sua luce e della fragranza del suo profumo. Questo medius adventus «è la via attraverso la quale giungiamo dalla prima all’ultima: nella prima Cristo fu la nostra redenzione, nell’ultima si rivelerà come nostra vita; in questa, perché possiamo dormire tra le due eredità, è il nostro riposo e la nostra consolazione» (Bernardo di Chiaravalle, Sermone V per l’Avvento). Fare memoria grata dell’Avvento storico, scoprire con gioia quello intermedio e attendere vigilanti quello escatologico è un esercizio spirituale attraverso il quale possiamo prepararci a celebrare con stupore e commozione il Natale del Signore che, svuotando sé stesso e assumendo la condizione di servo (cfr. Fil 2,7), si “abbrevia” per abitare in mezzo a noi (cfr. Gv 1,14). Le letture bibliche, i testi eucologici e i simboli delle celebrazioni natalizie rappresentano un ulteriore sostegno per cogliere il senso profondo dell’epifania di Dio che si manifesta nel mistero adorabile del Natale in cui «colui che è la gioia e la gloria degli angeli, proprio lui è diventato salvezza e consolazione dei miseri. Colui che è grande ed elevato nella sua città colma di gloria i cittadini, proprio lui, piccolo e umile in terra di esilio, colma di gioia gli esuli, e colui che nelle altezze dei cieli è la gloria del Padre è diventato sulla terra pace per gli uomini di buona volontà» (Bernardo di Chiaravalle, Sermone IV per la Vigilia di Natale). I tempi di Avvento e Natale li potremo vivere accompagnati da questo strumento ormai familiare per pastori e comunità delle nostre Chiese. Ringrazio gli Uffici e Servizi della Segreteria Generale per i vari contributi che ci aiuteranno a celebrare e accogliere «Colui che è, che era e che viene» (Ap 1,8).
Giuseppe Baturi
Arcivescovo metropolita di Cagliari
Segretario Generale della CEI